La Nascita

Perché è nato l’Atletico Lucca ?

Tutto inizia nel 1970 al “Bar Galli”, nel quartiere est della città di Lucca detto il “bastardo”, dove un gruppo di amici amanti del calcio (molti erano ex calciatori) decisero di fondare una società sportiva indirizzata ai giovani. Leggiamo la cronaca direttamente da un articolo tratto da un quotidiano locale del 1970:

” – Come e perché? Ce lo spiega un dirigente:”Vogliamo costruire qualcosa di valido a livello di centro per giovani, per bambini, per passione, perché siamo stufi di sentir dire che Lucca è all’ultimo posto di certe iniziative. Poi anche perché il calcio della domenica non ci soddisfa più. E’ un calcio fatto di beghe, di biglietti salati, isolato per quella che è la partecipazione del pubblico alle vicende. Noi siamo tutti amanti della palla rotonda, abbiamo giocato ed ora vogliamo trasmettere il nostro entusiasmo ai ragazzini…”.

Da sinistra in piedi: un dirigente, Nello Pellegrini, Marcello Pagliai, Martino Michelini, Mariano Silvestri, Antonio Bruscuglia, Giovanni Pieri, Danilo Indragoli, Franco Galli, Marco Tuccori; Accosciati: Gianfranco Serantoni, Gianpiero Bertani e Paolo Serantoni.

Con questa gente di buona volontà abbiamo discusso al caffè che è poi la sede sociale, che è poi lo stesso posto dove una sera chiacchierando del più e del meno, nacque l’idea: Una idea di tifosi? Non tanto. Più che altro si considerano sportivi delusi di quello che troppo spesso il calcio non offre a tutti i livelli. E allora i giovani, i ragazzini d’un colpo hanno rappresentato un’ancora di salvezza, di scopo per qualcosa che valesse la pena di fare…Così da qualche mese, all’”Atletico Lucca”, colori sociali rosso-nero (non a caso…) club portato avanti da giovani imprenditori, i ragazzini in erba scoprono il calcio, imparano i segreti, assimilano i “fondamentali”. Educare questi ragazzi (dai 10 ai 14 anni) agonisticamente, ma anche star loro vicini per migliorarne personalità, stile, comportamento di gruppo. La città non è sensibile, lo abbiamo scritto e non è la prima volta. Non ha saputo creare un futuro e società come l’Atletico (e tante altre) diventano società zingaresche. Invece bisogna cercar di dare una mano a questi “futuribili”. Al presidente Luciano Bartoli (direttore di una agenzia di trasporti), ai segretari Pier Luigi Galli e Antonio Bruscuglia, al cassiere Marco Tuccori, agli istruttori tecnici Franco Galli e Paolo Serantoni, ex giocatori. Ai dirigenti che sono tanti: Giuseppe Mazzei, Martino Michelini, Marcello Pagliai, Candido Arrighi, Gianfranco Serantoni, Eugenio Arena, Giuliano Martinelli, Adalberto Lenci, Franco Micheli, Rodolfo Pardini, Idalgo Benassi, Aldo Galli, Gianfranco Barsotti, Giovanni Cicerchia, Learco Guccinelli, Nello Pellegrini.