Gli Anni 80

UN PENSIERO DI QUEL TEMPO

“Mi ricordo che un giorno sotto le Mura, dove noi ragazzi di quartiere del bastardo (grandi e piccoli) era solito ritrovarsi ogni giorno per giocare al pallone tutti insieme, Luca il Galli ci venne incontro e ci disse che al bar si erano riunite tante persone ed avevano deciso di fondare una società di calcio giovanile. Era il 1970 e si chiamava Atletico Lucca. Alla notizia tutti contenti e con il sogno di indossare la futura maglia rosso-nera, festeggiammo facendo una partita tirata fino a buio (i compiti venivano dopo). Noi ragazzi dell’Atletico normalmente ci radunavamo al bar, dove c’era la sede della società e alcuni dirigenti e amici del momento ci accompagnavano con la macchina al campo sportivo di Nave (spesso facevano anche due viaggi!), dove si svolgevano gli allenamenti sotto la guida di Franco Galli e Paolo Serantoni (brave persone e tecnici preparati). Ricordo che tutti avevamo la borsa rossa con la scritta Atletico Lucca e la tuta blu con dietro “Spedizioni Ascoli”. Dopo i primi allenamenti iniziarono le prime amichevoli a Barga, trasferta con il pullman, Porcari, Montecarlo, ecc…, per prepararsi al debutto dei primi tornei e campionati (C.S.I. e F.I.G.C.) nel 1971. Ricordo (allora avevo 11 anni) che il bar Galli (poi Dianda) rappresentava il cuore del quartiere, era sempre pieno di gente del “bastardo” e amici di fuori, ragazzi che ci andavano per il flipper, il jou-box e per ammirare le prime foto e i risultati delle partite esposte in una grande bacheca a parete, nella stanza dove i grandi giocavano a carte. Tengo a precisare che il quartiere del “bastardo” ha avuto un ruolo fondamentale nella vita e nei successi dell’Atletico Lucca. Solo qui poteva nascere qualcosa di importante, qualcosa che rimarrà per sempre nella storia del calcio giovanile lucchese. ” (un ex dell’Atletico Lucca)

ATLETICO VINCITUTTO
Di Claudio Rugani

” Per l’Atletico Lucca la stagione 1974/75 rappresenta il quinto anno di attività sportiva. L’obbiettivo iniziale di creare

Foto ufficiale delle squadre con i rispettivi tecnici istruttori all’inizio della stagione sportiva al campo di Monte S.Quirico (1980)

qualcosa di valido a livello di giovani e giovanissimi è stato indiscutibilmente raggiunto. Grazie all’appoggio dei propri sostenitori, alla serietà dei dirigenti, alla puntigliosità dell’organizzazione e all’impegno profuso dai suoi giocatori. L’Atletico si è veramente fatto un nome ed è uno dei vivai calcistici più apprezzati. Significativi sono i risultati ottenuti. Nel 1971/72 l’Atletico ha vinto la Coppa Serchio per giovanissimi, è stata finalista del Trofeo Artigianelli, semifinalista del Campionato allievi (eliminata per sorteggio) ed ha ottenuto il terzo posto nel Campionato giovanissimi e nel Campionato allievi del CSI e il quarto posto nel Trofeo Gabrielleschi. Nel 1972/73 ha vinto il Trofeo Gabrielleschi, la coppa Settembre Lucchese del CSI di Lucca ed il Campionato giovanissimi. Inoltre è stato finalista della coppa Città di Lucca CSI per allievi. Ma il boom dell’Atletico si è avuto la scorsa stagione, con questa serie di risultati davvero impressionante: vincitore della Coppa CSI per giovanissimi, finalista del Trofeo dell’Amicizia (sconfitta per sorteggio), semifinalista del Trofeo Città di Lucca, terzi posti nel Campionato CSI per giovanissimi, nel Campionato FIGC per allievi e nella Coppa Cuccioli (10-12 anni) a S.Vito, finalista del Trofeo Gabrielleschi, vincitore della Coppa Serchio per giovanissimi, vincitore della Coppa Gianni per allievi e campione provinciale Under 14 con 18 vittorie e tre pareggi. Nella stagione in corso, gli Under 14 hanno conquistato il Trofeo dell’Amicizia ed inoltre l’Atletico è in finale al torneo “Cuccioli” di Lunata. Presidente della società è Candido Arrighi, vicepresidente Marcello Pagliai, ex giocatori cui è rimasto il calcio nel sangue, aiutano, affinano e modellano questi ragazzi insistendo soprattutto su quelli che sono i fondamentali del calcio sia a livello individuale che collettivo ed oggi si cominciano a vedere i frutti di questa capillare preparazione. Michelini (1959), Rugani (1958) e scaletta (1959) alla Fiorentina, Galli (1956) e Danti (1960) alla Lucchese ed altri ragazzi passati a società di categorie superiori, non sono che i primi ad aver spiccato il volo verso mete più alte e siamo certi che presto altri, giovani usciti da questo moderno vivaio li seguiranno. ”
Articolo tratto dal settimanale di sport “Lucca Sport”, del 19/10/1974.

Abbiamo incontrato Candido Arrighi, nota figura di ex calciatore degli anni 50 (chi non conosce il “Traliccio”?) presidente di quell’Atletico Lucca che sta attraversando un periodo di successi veramente eccezionale. Il presidente della società, all’avanguardia in Toscana, ordina i dieci anni magici nella scoperta di giovani campioni.

IL FENOMENO ATLETICO LUCCA
– Presidente, 5 squadre su 5 in testa alle rispettive classifiche provinciali ed i giovanissimi con buone possibilità di accedere alle finali regionali: è una stagione boom.
– “Non direi. Non dimentichiamo che sono dieci anni che a Lucca l’Atletico rappresenta la squadra da battere in ogni categoria. C’è la lieta sorpresa dei giovanissimi regionali che, partiti per fare un campionato onorevole, sono riusciti a fare più di quanto ci si aspettava, ma per il resto, scusi l’immodestia, l’Atletico ha fatto sorpresa quando non si è trovato in testa alla classifica”.
– Ci dica allora a cosa è dovuto questo fenomeno Atletico.
– “Alla fortuna”.

DUE TECNICI “IN”
– Si spieghi meglio.
– Alla fortuna di aver avuto, quando cominciammo 10 anni fa, due tecnici come Franco Galli e Paolo Serantoni che in due sole stagioni riuscirono a preparare un vivaio di cui ancora oggi ne raccogliamo i frutti. Di aver poi trovato altri bravi ragazzi, oltre che bravi allenatori, che si sono saputi inserire come Giuseppe Pieri, Angelo Cupido, Gigi Galli e per ultimo, ma non ultimo Piero Ribechini al quale Lucca sportiva ha regalato ricordi indimenticabili.
– Alla fortuna di aver saputo subito organizzare la società su basi molto funzionali. Alla fortuna di aver avuto sempre alle spalle un consiglio direttivo che non si è mai tirato indietro quando sono stati chiesti sacrifici economici e personali. Alla fortuna di aver incontrato ragazzi seri che hanno sempre cercato di mettere in pratica quanto veniva loro insegnato, che ci seguono ed hanno fiducia in noi. Alla fortuna di avere amici e sostenitori che ci hanno aiutato a costruire da zero il nostro impianto sportivo che era di vitale importanza per la nostra attività e sul quale passiamo sei giorni la settimana fra allenamenti e partite.

CAPACITA’
– Altro che fortuna, presidente, qui ci sono precise capacità personali…
– “La detto lei, ed io non lo contraddico di certo”.
– Quanti ragazzi avete attualmente?
– “I tesserati sono oltre 100 e vanno dai 10 ai 17 anni, in età cioè per giocare. Poi ce ne sono una ventina del ’69-’70-’71 che aspettano la primavera per riprendere l’addestramento”
– Visti i risultati, avrete senz’altro molti giocatori interessanti. Quanti di loro cambieranno maglia l’anno prossimo?

LA POLITICA
– “Di ragazzini bravi, qualcuno anche molto bravo, in effetti ne abbiamo assai, ma per quanto riguarda il passaggio a società maggiori da anni noi adottiamo una politica particolare. Non accettiamo di trasferire giocatori in età inferiore a quella prevista dalla FIGC per la categoria giovanissimi. E ciò per diversi motivi. Primo perché non riteniamo giusto caricare anzitempo sulle spalle di ragazzi responsabilità che potrebbero risultare dannose, inoltre pensiamo di essere in grado fino a quell’età di insegnar loro sempre qualcosa dal punto di vista tecnico. Poi non dobbiamo dimenticare che ci piace vedere giocare al calcio ed il nostro impegno viene stimolato dal bel gioco. Infine ci teniamo particolarmente a rassicurare le società maggiori con cui siamo in contatto non solo sulle caratteristiche tecniche e fisiche del giocatore, ma anche sulla serietà e sul comportamento del ragazzo. Una sorta di garanzia – Atletico, insomma. E per far questo è necessario seguirne lo sviluppo”.
– Ha parlato di contatti con società maggiori.
– “Con la Fiorentina abbiamo i rapporti più stretti, ma non esclusivi. Siamo infatti in collegamento anche con Pisa, Empoli, Pistoiese, Ternana, Perugia, Arezzo, Montecatini, Milan e Torino che ha un’opzione su due giocatori”.

LA LUCCHESE
– E con la Lucchese?
– “Alla Lucchese, dopo un periodo di incomprensioni, abbiamo trasferito l’anno scorso Alessandro Tuccori, un ’64 dai piedi buoni, che è stato per anni una bandiera dell’Atletico, un ragazzo in cui abbiamo fiducia perché ha tutte le doti per far bene: deve solo irrobustirsi. Speriamo che la collaborazione possa avere sviluppi. Noi siamo qua”.
– Giocatori sul piede di partenza quest’anno?
– “Purtroppo gli allievi ci lasceranno in blocco in quanto la nostra attività giovanile si ferma a questa categoria. E dico purtroppo perché questa squadra ci ha fatto vedere veramente un bel calcio quest’anno. Tutti meriterebbero una citazione, ma ritengo che i difensori Lorenzetti (’62) e Marchetti (’63) e gli attaccanti Pinelli (’63) e Stefani (’62) faranno un’ottima figura anche in squadre di categoria superiori.

I GIOVANISSIMI
– Fra i giovanissimi oltre a Del Carlo e Benedetti che già l’anno passato erano richiestissimi si sono messi in buona luce gli attaccanti Carocci e Tempesti e Pellicciotti, che si sta dimostrando un libero eccezionale”.
– Avete anche lo sponsor?
– “Si. Da tre anni la New Line, una ditta di Sesto Fiorentino di abbigliamento per i giovani con ci fa mancare il proprio aiuto economico. Mi permetta di ringraziarla pubblicamente”.

ORGOGLIO
– Presidente da questa chiacchierata è facile dedurre che lei è ben contento di come vanno le cose?
– Le dirò di più. Sono orgoglioso di ciò che abbiamo saputo creare e proprio perché abbiamo dovuto fare molti sacrifici ne abbiamo immensa soddisfazione. Ma non abbiamo certo finito. Possiamo e dobbiamo migliorarci ancora, l’Atletico ha la volontà, la forza ed il carattere per farlo. Posso assicurarglielo”.
(l’articolo è tratto da un giornale sportivo del 1980)

UNA DELLE PIU’ GROSSE SOCIETA’ REGIONALI PER GIOVANISSIMI

L’Atletico, una “fabbrica” che produce calciatori. Ha trenta dirigenti, con otto allenatori, sette squadre con 120 ragazzi dai 9 ai 17 anni. Disciplina severa per i massimi risultati. C’è un legame con i club nazionali
A vederli sul campo, a nove-dieci anni, compiere gli stessi allenamenti, gli stessi esercizi dei calciatori affermati può

Una formazione dei giovanissimi regionali nei primi anni 80.

venire spontanea la domanda se è giusto che questi bambini debbano sottoporsi, già a questa età, non ancora adolescenti, a duri sacrifici, a ore di fatica per conquistarsi il posto in squadra e poter giocare la domenica. C’è qualcosa in tutto questo che stupisce e fa riflettere al tempo stesso: da un lato la caparbietà, la volontà, perché no la disciplina di questi bambini; dall’altro un metodo di insegnamento che è già professionistico, che non lascia nulla al caso, che richiede impegno, capacità, passione da parte dello stesso allenatore. E’ tutto qui forse il segreto dei successi dell’Atletico, di questa società che, nata nel 1970, si dedica da sempre al settore giovanile, che in questo campo in dodici anni di attività, ha vinto tutto quello che c’era da vincere (dal trofeo Gabrielleschi al Settembre Lucchese) riuscendo persino a partecipare con successo ai campionati regionali al cospetto di squadre di ben altro nome come la Fiorentina. Sono ormai lontani tempi in cui l’Atletico non disponeva nemmeno di un campo dove poter fare allenare i ragazzi e doveva vagabondare da una località all’altra del comune chiedendo in affitto o in prestito i campi ad altre società. Oggi con trenta dirigenti, otto allenatori, centoventi ragazzi dai 9 ai 17 anni, sete squadre, questa società è sicuramente tra le maggiori a livello regionale nel settore giovanile. Una società nata per la passione di un gruppo di sportivi, di ex giocatori, che ha un bilancio di venti milioni l’anno (“senza contare molte altre spese quotidiane cui facciamo fronte personalmente”, dice il presidente “Traliccio” Arrighi) che puntualmente ad ogni fine stagione “sforna” giovani che spiccano verso Torino, Ferrara, Firenze, Pistoia nelle squadre con cui l’Atletico ha ormai un rapporto fisso.

L’Atletico Lucca si aggiudica il titolo di campione regionale “giovanissimi”
Ancora un prestigioso successo per il nostro calcio giovanile a conferma della validità di questo settore. L’Atletico Lucca si è aggiudicato, per la prima volta nella storia calcistica lucchese, il titolo di campione regionale nella categoria Giovanissimi, al termine di un campionato che i mini-atleti rossoneri hanno letteralmente dominato.

Come si arriva a tutto questo? Quali sono le leggi non scritte che regolano la vita di queste piccole societa? Paolo Serantoni è il general manager dell’Atletico: “La nostra è una società che, seppure nel piccolo, agisce con criteri e metodi ben definiti. Attraverso conoscenze, rapporti, amicizie, o anche solo fermandoci in una piazza dove si gioca al pallone contattiamo i ragazzi, li invitiamo da noi a fare dei provini. Poi è chiaro che non prendiamo tutti, facciamo già una prima selezione e quelli che rimangono vengono seguiti sia tecnicamente che socialmente. E’ interesse della società infatti che questi ragazzi si comportino bene anche fuori dal campo, a scuola e nella vita, e non è un caso, ad esempio, che chi viene meno a certi comportamenti, chi tiene atteggiamenti disfattisti venga allora allontanato anche se magari è bravo a giocare al calcio”. All’Atletico tengono molto al nome, alla fama che la società è riuscita a crearsi in questi anni, alla fiducia stessa che ottiene dai genitori dei ragazzi e creano quasi una cortina intorno al campo di Monte S.Quirico, dando quasi l’impressione di un ambiente un poco esclusivo. “Ma non è vero – afferma Gianfranco Serantoni, un consigliere – anzi se c’è gente che vuole darci una mano noi siamo disponibilissimi”. Ma qual è la difficoltà maggiore a lavorare con ragazzi di 9-10 anni? Non c’è il rischio di creare dei ragazzi che si credono dei mini-campioni? “Questo rischio cerchiamo di evitarlo – dice il presidente Arrighi – Non facciamo mai drammi quando si perde e non ci esaltiamo quando si vince. La difficoltà maggiore è quella di capire il carattere di questi ragazzi, di metterli nelle condizioni di potersi esprimere”. Dopo Benedetti (in forza al Torino e nazionale under 16), Pieri (alla Spal), Del Carlo e Martini (sempre al Torino), Tori (alla Fiorentina), Ansaldi (alla Pistoiese), anche quest’anno l’Atletico spera di lanciare qualche altro giovane. Ma i genitori come accolgono la possibilità di questi trasferimenti dei propri figli? Non c’è il rischio di creare dei disadattati, o quanto meno di alimentare delle illusioni? “L’allontanamento dalla famiglia, quando avviene – dice Paolo Serantoni – è un passo che può essere doloroso ma se il ragazzo è serio tutto va per il meglio perché le società con cui trattiamo sono molto organizzate e seguono i giovani sia sul campo che fuori. E poi i genitori, se sentono il nome di una grossa squadra, sono felicissimi”.
Articolo tratto da un quotidiano locale, 1982, firmato F.T.

DAL 1970 SFRNA GIOVANI TALENTI. IL SUO NOME E’ SINONIMO DI QUALITA’: ATLETICO LUCCA
Di Gino Mazzei

Dici Atletico e parli di una società all’avanguardia nel settore giovanile che nel corso dei suoi 19 anni di storia ha mietuto successi su successi. Amato, ma anche odiato e visto come un despota che comanda e fa il bello e il cattivo tempo, l’Atletico Lucca è nell’ambito lucchese la Juventus di qualche anno fa che vinceva a ripetizione ed è logico che da sempre chi vince è soggetto a invidia e malignità. Molti imputano alla società rosso-nera di “sottrarre” i migliori talenti locali per portarli nel proprio organico, ma è indubbio che la struttura tecnica-organizzativa della società presieduta da Rolando Bertolini è veramente notevole e costituisce un punto di richiamo e di arrivo per i tanti ragazzini che amano il calcio. I fatti poi stanno dalla parte dell’Atletico che ha sfornato a ripetizione talenti che ora giocano nelle varie serie professionistiche: le “stelle” sono i due torinisti Silvano Benedetti e Giorgio Bresciani e il pisano Stefano Dianda che sono arrivati alla serie A ma non si possono dimenticare i vari Paladini (Livorno), Ansaldi (Carrarese), Pieri (Casale), Lazzini (Cuoiopelli), Cerasa (Vogherese), Fambrini (Pontedera) che sono tutti usciti dal vivaio della premiata ditta Serantoni-Galli.
LA STORIA
L’origine dell’Atletico è quella di una società di quartiere, il Bastardo, dove un gruppo di amici decise nel 1970 di dare vita a una società che facesse calcio a livello giovanile. Per il nome si scelse una dizione nuova e ci volle un po’: di moda in quel periodo era l’Atletico di Madrid e allora la parola Atletico sembrò la più adatta. Si iniziò con gli Allievi e poi i Giovanissimi e il calcio giovanile lucchese ebbe una vera e propria rinascita con lo sviluppo di altre società che anche oggi vanno per la maggiore. Il primo campo fu quello di Nave; l’Atletico perse quasi subito la sua etichetta di squadra di quartiere e cominciò ad assumere importanza e ottenere risultati. Nel 1978 si ha un’importante svolta e il 1 ottobre viene inaugurato l’attuale campo sull’argine del fiume Serchio che significò per i dirigenti rossoneri la possibilità di intensificare la propria attività gestendo direttamente l’impianto, il resto è storia degli ultimi anni; l’Atletico è divenuta una delle società cittadine più efficienti a livello giovanile, ha vinto tornei, campionati e si è affacciata con successo alla ribalta regionale.
IL PRESENTE
Oggi l’Atletico ha una attività veramente vasta e capillare cui i non molti dirigenti devono tener dietro con lodevoli sacrifici. Il problema maggiore dicono in società sta proprio nell’esiguità del numero di persone che seguono le varie squadre e conseguenzialmente economici; il finanziamento avviene attraverso autotassazione e sponsor ma dal prossimo anno si intende fissare una quota anche per i singoli ragazzi. I segreti dei tanti successi vanno ricercati in diverse componenti: dal reclutamento e alla ricerca dei migliori, alla preparazione e alle capacità tecniche dei responsabili tra cui brilla la competenza di Franco Galli, una colonna della società. I dirigenti rossoneri respingono poi le accuse che spesso gli vengono poste sul fatto di volere sempre ottenere risultati a discapito della formazione del giovane e rispondono di cercare sempre di far sdrammatizzare ai propri ragazzi tutto il mondo calcistico. “Certo è che il risultato – affermano – è una conseguenza di un lavoro intenso che c’è alle spalle. A noi ci fanno piacere le vittorie e le Coppe ma quello che ci interessa di più è il gioco e la creazione di talenti futuribili”. E i rapporti con le altre società e in particolare con la Lucchese? “Ci dicono che siamo una società malvista – rispondono i dirigenti rossoneri dalla nuova sede in fase di completamento in via della Quarquonia – ma questo è dovuto solo ad ignoranza. I rapporti con molte società si sono normalizzati nel tempo e da parte nostra non abbiamo astio verso nessuno, ci dà solo fastidio di passare per quelli che non siamo. Con la Lucchese noi cercheremmo un rapporto e forse loro lo vorrebbero con noi ma sta di fatto che ci si ignora o quasi. Quando c’era Gambetti si stipulò un accordo che però non ha avuto seguito. Comunque quest’anno abbiamo concluso con loro un accordo per il passaggio di un nostro allievo del ’73 Luigi Benedetti al loro settore giovanile”. Come dire incontrarsi e dirsi addio.
IL FUTURO
In casa Atletico l’obiettivo di avere la possibilità di dare continuità al lavoro svolto e si vuole intensificare l’attività di insegnare a giocare a calcio. Si sta cercando di fare sempre qualcosa di più per i giovani e l’optimum sarebbe di arrivare ad avere tanti allenatori per ciascuna squadra in modo da lavorare in maniera più radicale. L’indirizzo del gioco e dell’aspetto sportivo da permeare tra i propri tesserati è un altro obiettivo da raggiungere magari insegnando dettagliatamente il regolamento calcistico. E’ già in programma con l’inaugurazione della nuova spaziosa sede di organizzare incontri con esperti del settore. C’è poi da sviluppare la convenzione in atto con il Milan che tratta con la società lucchese sino alla categoria Giovanissimi pescando i migliori elementi del settore; e proprio quest’anno l’attaccante Roberto Ghilarducci passerà alla corte milanese ripetendo quella trafila che anche in altre società hanno già fatto tanti giovani “made in Atletico”.
IL BILANCIO
Anche se manca la passerella estiva dei tornei è già tempo di bilanci e quindi si può, squadra per squadra, vedere cosa ha fatto l’Atletico a livello di risultati nell’88-89: gli Under 18 sono al girone finale dopo aver vinto la stagione regolare imbattuti. I rossoneri sono in piena corsa per il titolo provinciale. Gli Allievi Regionali sono arrivati terzi nonostante un eloquente 2 in media inglese in un campionato davvero bello e interessante. Secondo posto per gli Allievi Junior che sono attualmente in finale al torneo “Armando Segato” a Coverciano. I Giovanissimi hanno vinto “Settembre Lucchese”, sono arrivati in finale al “Gabrielleschi” e sono giunti 6 in campionato. Chi sono ancora nel rispettivo torneo sono i “Giovanissimi Junior” che dopo aver vinto il proprio girone, sono ora secondi dietro l’irraggiungibile Lucchese e in finale al “Marti” di Firenze. En plein invece per gli “Esordienti” che si sono aggiudicati il torneo provinciale F.I.G.C. e quello A.I.C.S. La squadra “Arcobaleno” ha giocato la finale per il titolo C.S.I. e 2 tornei a Pisa ed è in finale al “Galluzzo” di Firenze. Infine i “Primi Calci” si sono aggiudicati l’importante torneo “Koala” a San Vito.
QUESTI I QUADRI DIRIGENZIALI
Presidente: Rolando Bertolini; Vice-Presidente:Agostino Gorini; Segretario: Marco Tuccori; Segretario Sportivo: Giuseppe Chiocca; Consiglieri: Giuseppe Battistoni, Giampiero Bertani, Walter Cattalini, Angelo Cupido, Mauro Davini, Alfredo Fanelli, Franco Galli, Pierluigi Galli, Luciano Lucchesi, Giancarlo Pellegrini, Giuseppe Pieri, Mariano Silvestri, Vinicio Tuccori, Ulivi Dario, Giuseppe Valenti.
QUESTI I QUADRI TECNICI
Direttore sportivo: Giuseppe Pieri; Allenatori direttori tecnici: Franco Galli e Angelo Cupido; Preparatori tecnici: Emanuele Belluomini e Aldo Chelini; Allenatori: Alberto Baccelli, Alberto Casella, Piero Lencioni, Claudio Lombardi, Franco Mandroni, Luano Mascotto, Angelo Tognetti, Mauro Vicari; Allenatore dei portieri: Paolo Sgamma; Preparatore fisico: Ilio Lombardi, Marco Rovai.
(Articolo tratto da “A Tutto Campo”, 1989)